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Questo saggio storico-biblico di Guido Pagliarino ha per argomento Dio-Amore al servizio degli uomini, un "Dio col grembiule" non solo neotestamentario ma che fa capolino gia dall'Antica Scrittura. L'autore disegna anzitutto la figura gesuanica di Dio che serve gli uomini; tratta poi dei secoli VIII-VI a.C. in cui sono scritti gl'iniziali testi profetici, in certe parti gia annunciatori del Dio amoroso, e discorre della deportazione a Babilonia degli Ebrei, della liberazione e del rimpatrio, e del secondo Tempio: e questa un'epoca essenziale per la formazione della coscienza politico-religiosa giudaica nonche per l'abbandono definitivo del politeismo. L'autore torna quindi ancora indietro nel tempo scrivendo del precedente politeismo presso gli Ebrei, del primo monoteismo, non giudaico ma ideato, per ragioni politiche, dal faraone Akhenaton, della miglior comprensione dell'amore di Dio da parte d'Israele, del sorgere dell'idea della vita eterna [!]
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DALL'INTRODUZIONE DELL'AUTORE: "Nel congedarmi dal lettore del
mio precedente saggio, scrivevo: "[...] Il cristiano trova la pace del
cuore nel seguire l'evangelica figura di Cristo nella fede ch'egli sia Dio.
Gesú ha detto verso l'anno 29: `Chi vuole essere il più grande si faccia il
più piccolo e serva gli altri'. L'ha fatto egli stesso nel corso della vita
e ce ne resta un fortissimo simbolo, nel Vangelo secondo Giovanni, nella
lavanda dei piedi che Cristo pratica agli apostoli poco prima della
Passione". Schiudevo così una porta su questa nuova opera, che ha
interamente per argomento Dio-Amore al servizio degli uomini, un Dio col
grembiule non solo neotestamentario ma che fa capolino già dall'Antica
Scrittura. Sulla base di studi sgorgati dal Vaticano II vedremo questo
Dio-Amore la cui rivelazione si compie con Cristo, questo Dio che in Gesú
dà l'esempio e invita i cristiani d'ogni tempo ad agire come lui. Secondo
il Cristianesimo, l'Antico (o Primo) Testamento è incompleto e chiede
un'integrazione. Sappiamo dal Nuovo che quel compimento è negli stessi
libri neotestamentari, si realizza in Cristo il Salvatore che fa chiarezza
sul senso dei testi veterotestamentari e addirittura, in qualche caso,
giustifica la loro stessa inclusione nella Bibbia, come per il Qoelet,
libro che, pur non difettando di serenità, appare pessimistico se non si
legga alla luce cristica, per la quale il cristiano riflette: "Sì, senza
Gesú la nostra vita sarebbe stata proprio la nichilistica tragedia che dice
Qoelet". La Parola divina s'è rivelata progressivamente a mezzo di fatti
storici che hanno indotto alla riflessione teologica. Il governo della
storia da parte di Dio costituisce la nota comune tra la Prima e la Nuova
Scrittura. [...] Nel primo capitolo disegnerò la figura gesuanica di Dio
che serve gli uomini, rilevando il contrasto fra questa e quella temibile
immagine divina che veniva delineata nell'insegnamento ecclesiastico prima
del Vaticano II, concilio che ha diretto di nuovo lo sguardo della Chiesa
al Cristianesimo del I secolo, soprattutto con lo studio dei Testamenti
nelle lingue originali e non più sull'imprecisa traduzione in latino di san
Girolamo [...]".
*
Guido Pagliarino è laureato all'Università di Torino con una tesi storica
di ricerca pubblicata a cura dell'Istituto di Storia Economica e Sociale. È
autore di saggi, romanzi, versi. Per le sue pubblicazioni, nel 1997 gli è
stato assegnato il "Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei
Ministri" 1996. Questi sono i suoi ultimi saggi: editi dalla
Prospettivaeditrice, "La vita eterna, saggio sull'immortalità tra Dio e
l'uomo", 2002; "Gesú, nato nel 6 `a.C.' crocifisso nel 30, un approccio
storico al Cristianesimo", 2003; "Cristianesimo e Gnosticismo: 2000 anni di
sfida", 2003; con la Lulu Press, oltre a "Il Dio col grembiule", "La
volontà di coscienza, breve saggio storico-sociale"; "La misteriosa
Sindone di Torino"; "The Mysterious Shroud of Turin" (traduzione in
inglese del precedente saggio).
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